La finale dei più forti. Sono Pablo Andujar ed Edouard Roger-Vasselin a giocarsi l’Atp Orbetello Challenger e il suo luccicante prize money messo sul piatto dagli organizzatori. Uno scontro tra titani. Non hanno fallito un colpo. E non possono farlo adesso. Troppo importante non perdere il treno che porterà solo uno di loro ad alzare il secondo trofeo “Stefano Bellaveglia”. Per ritornare nei primi cento del mondo. L’obbiettivo di entrambi, ma che solo uno realizzerà. Vibrante finale di un torneo all’insegna dell’equilibrio. Nel quale gli outsider, stavolta, si sono fermati a un passo dal sogno.
Edouard: il mago del servizio. Roger-Vasselin come il grande mago Houdini. Così ce lo siamo immaginato, in un ritratto molto fantasioso ma non molto distante dalla realtà, il primo finalista di Orbetello 2010. Gioca, vince e in fretta se ne va. A testa bassa. Misteriosamente. Ma eccolo tornare il giorno seguente, silenzioso. Riappare in campo e vince con il suo miglior trucco. Il servizio. La pallina è in mano, sale in aria. E poi... Dov'è andata? Sussurra il pubblico. Sparita. Magia. Nessuno la vede più. Nemmeno il suo avversario. Dopo due secondi eccola riapparire lì a bordo campo. Ace: il trucco è riuscito. Per il mago francese il sogno si sta materializzando. Sa quello che vuole. E' giunto all'ultimo spettacolo senza fare errori. Per adesso la finale è apparsa lì davanti a lui. Ma questo trucco non basta per entrare nella storia del Challenger lagunare. Ne manca ancora uno. Il più difficile. Ora dovrà trasformare la finale in una coppa. Dovrà metterci tutta la sua bravura e la sua concentrazione per farla apparire con il suo nome inciso sopra, così da lasciare una firma indelebile nella storia del trofeo “Stefano Bellaveglia”. Il piccolo zar, Evgeny Donskoy, non è riuscito a stare abbastanza attento. Il numero del “mago” Edouard è riuscito ancora. Partito molto bene il francese, si è portato due game avanti nel primo set. Ma ben presto Donskoy è andato sul tre pari. I due si sono studiati. Il “mago” e il promettente apprendista. Un trucco l'uno, un trucco l'altro. Servizi bomba. Equilibrio assoluto fino al sei pari. Anche se a volte il giovane russo perdeva il filo e il game. Come quando Roger-Vasselin ha pescato tre ace consecutivi. Portando a casa il primo set sul 76 nel primo set. La seconda parte dello spettacolo è stata quasi una lezione di tecnica. Donskoy ha mollato un po', fisicamente e mentalmente. Un 62 che non gli ha lasciato respiro. Ma la semi, per lui, è già un grande risultato.
“Stasera la luna, ti porterà fortuna”. Il motivetto è noto. La bellissima luna piena, che ha reso spettacolare il panorama lagunare di ieri sera, ha fatto tornare Pablo Andujar indietro di un anno, riportandolo in finale per la seconda volta dopo quella persa con Dolgopolov jr. Il rumeno Adrian Ungur ha sfoderato una tattica molto aggressiva. Bravo ad allungare il gioco e poi a colpire con precise palle corte. Un gioco molto rischioso il suo, a volte troppo. I colpi vincenti del rumeno hanno fatto divertire gli spettatori e hanno fatto gridare il suo nome ripetute volte. Partenza soft per i due. Molto equilibrio nel primo set, fino al tre pari. Poi il rumeno ha iniziato a sbagliare troppo, rischiando, come detto, con un gioco efficace solo per gli occhi del pubblico. La pallina ha iniziato a uscire dal campo troppe volte. E poi quant'è difficile giocare contro lo spagnolo. Il bel Pablo sbaglia raramente, con un gioco opposto a quello del rumeno. Grandi botte da fondo campo, spostamenti di gioco che fanno sudare, più delle cosiddette “sette camicie”, gli avversari. A Roma li chiamano “pallettari”. Una solidità da grande giocatore. Bene sulla terra rossa come sul velluto. Oltre due ore per vincere 63 76 (1). Sarà buona la seconda?
Applausi. Ai giocatori perché hanno regalato tanti momenti di grande tennis. E un applauso dovrebbero farlo per loro stessi anche i tifosi. Sta diventando una piacevole abitudine vedere le tribune del campo centrale così gremite. Il tennis sta appassionando sempre più il pubblico del secondo trofeo “Stefano Bellaveglia”. Giorno dopo giorno le presenze crescono in tribuna. Anche virtualmente siamo a livelli record. Da casa, incollati ai pc, centinaia di visitatori e di spettatori sul sito del torneo e sulla pagina della tv in streaming.