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Il valore per lo sport
25/07/2010


 
Andrea Sorrentini

La passione per il tennis non ha confini. Non ha barriere. La passione per il tennis fa alzare da una carrozzina anche chi ci convive tutti i giorni. L'amore per lo sport fa sentire tutti liberi dai propri problemi e rende tutti uguali. In campo via i pregiudizi. Via le differenze. Per il secondo anno l'organizzazione del secondo trofeo “Stefano Bellaveglia” ha voluto dare spazio a questo importante movimento sportivo ed ha chiamato due atleti tra i primi venti più forti nel panorama italiano. Nel 2006 la nazionale azzurra, nella categoria Quad, è stata vicecampione del mondo. Giuseppe Polidori era in quella squadra. Ieri è arrivato a Orbetello insieme ad Andrea Sorrentini. I due atleti maremmani hanno partecipato al match dimostrativo di “wheelchair tennis” in doppio misto con due maestri del circolo lagunare. Una mezz'ora di gioco per far vedere cosa un atleta può fare, seppur con dei problemi fisici, seppur con l'aiuto di una carrozzina. In Italia questa disciplina è nata nel 1987. Oggi, grazie all'appoggio della Federazione Italiana Tennis e del Comitato Italiano Paralimpico è uno degli sport per disabili più in espansione e conta circa 150 giocatori, una buona parte dei quali gioca nel circuito mondiale con grandi risultati. L'Italia si distingue per l'organizzazione di tornei internazionali tra i più importanti. C'è la categoria Open, in cui possono gareggiare tutti coloro che posseggono una disabilità agli arti inferiori e la categoria Quad, riservata a coloro che, oltre a possedere una disabilità agli arti inferiori, ne posseggono anche a quelli superiori. Una carrozzina non può rendere gli uomini diversi. Ci vuole ben altro per fermare la voglia di fare sport e di giocare a tennis.


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